Quando il corpo educa l’anima – un giorno da francescana
Io sono particolarmente sensibile al freddo. Ne soffro parecchio e cerco sempre di evitarlo. Quel giorno sono tornata a casa con la conversazione sui sandali ben presente nella mente, mentre sentivo il freddo ai piedi, nonostante indossassi due paia di calze e degli stivali.
In quella stessa settimana sarei tornata da lui per la confessione e mi è venuta un’idea: vivere anch’io, per un giorno, questa esperienza, indossando sandali senza calzini. Volevo sentire sulla mia pelle ciò che questi religiosi vivono, almeno in parte, ed è proprio questa esperienza che desidero condividere con voi.
Una scelta concreta
Di tutta questa esperienza, una cosa mi ha segnata profondamente: indossare sandali e addirittura senza calze, in pieno inverno è una piccola penitenza che ti porta a vivere completamente connessa con l’adesso, con il presente. Difficilmente la mia mente si allontanava in pensieri altrove, perché avevo addosso qualcosa che mi costringeva a rimanere nel momento. La sofferenza di quell’istante mi faceva stare lì, esattamente dove ero.
Scherzi a parte, da questa breve esperienza mi è rimasto questo:
vivere piccole mortificazioni fisiche ci aiuta a essere più presenti nella realtà e a concentrarci sull’essenziale della vita.
In qualche modo, ci aiuta anche a essere meno peccatori. Viviamo in un mondo pieno di comodità e, in generale, abbiamo tante cose che ci rendono confortevoli, ma anche più capricciosi. Bere un caffè senza zucchero, fare una doccia fredda o indossare sandali in pieno inverno sono piccole sofferenze che possono aiutarci a guardare più in alto e a diventare più forti nelle cose del Cielo, piuttosto che in quelle terrene.
Hai mai vissuto un’esperienza simile? Raccontami!

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